Open Source Ribbon!

Riprendiamo volentieri la proposta che ha formulato qualche giorno fa Roberto Galoppini sul suo blog. Roberto osserva che, nel grande numero di campagne di sensibilizzazione che trovano spazio, soprattutto in Rete (le cosiddette “ribbon campaigns”), manca un’iniziativa a sostegno del Free / Open Source software. Egli propone perciò di lanciare una “awareness campaign”, un movimento per la consapevolezza ed il sostegno di e tra tutti gli operatori del software libero.
Noi di Open Source Blog aderiamo senza indugio: vorremmo che questa iniziativa fosse però, davvero, un segno di apertura alla comunicazione, non certo un marchio di appartenenza ad un gruppo ristretto. Come osserva Savio Rodrigues sul suo blog, la Rete ha mostrato più di ogni altra cosa come soluzioni aperte e proprietarie convivano; il vero spirito dell’Open Source dovrà essere sempre più quello di abbattere muri invece che di ripararvisi dietro, quello di attrarre nuovi amici, partner e clienti all’interno di un mondo del quale gli esperti conoscono bene i grandi pregi, ma di cui i “profani” sono spesso all’oscuro.
Rimbalziamo quindi la domanda che si è posto Roberto: che colore scegliamo? Stefano Maffulli (della Free Software Foundation Europe) propende per il verde, Fabrizio Capobianco (CEO di Funambol), all’inizio un po’ scettico, poi si sbizzarrisce proponedo il blu, oppure bianco e nero, o infine verde-bianco-rosso.
Un imprenditore italiano del software che si trasferisce negli USA per il suo business ma che sviluppa in Italia…: come non propendere anche noi per il tricolore, allora? E, visto che ci siamo, potremmo anche proporre un po’ di simbologia: verde per l’apertura del codice, rosso per la passione delle comunità, bianco per la libertà dei formati. Voi che ne dite?

Alessandro

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5 Responses to “Open Source Ribbon!”

  1. Comment by Marco — 5 May 2007 @ 8:09 pm

    Non è che dopo troverò nelle confezioni delle merendine la foto di un programmatore con scritto “specie a rischio di estinzione” come con i panda del wwf?

  2. Comment by Roberto Galoppini — 7 May 2007 @ 3:06 pm

    Alessandro condivido pienamente il tuo auspicio, deve necessariamente essere una campagna (se sarà) senza bandiere, ma questo non significa che non servano fondi per attuarla.

    Da tempo sostengo ad esempio che la pubblicità progresso dovrebbe prendere sotto la propria ala il free software, veicolando messaggi che consentano a tutti i cittadini di percepire l’esistenza di tali soluzioni.

    Penso però che come al solito che, se sarà, sarà per via di qualche sponsor privato che prende (imprenditorialmente) la cosa a cuore.. nel frattempo segnalo che sul blog dell’amico ed hub Nicola Mattina il discorso si è sviluppato ulteriormente.

  3. Comment by aderossi — 7 May 2007 @ 5:09 pm

    Battuta azzeccata, Marco; era proprio il rischio che paventavo, cioè che si trasformasse in un circuito di auto-referenzialità, invece che in un meccanismo di attrazione. Scongiuriamo l’ipotesi che gli sviluppatori e gli “attori” del mondo dell’Open Source facciano la fine del… “feroce Saladino”! ;-)
    L’ipotesi, tuttavia, non solo è importante perché si inserisce nel dibattito più generale su come promuovere l’Open Source (grazie Roberto del link: sto seguendo la discussione che ne è uscita sul blog di Nicola), ma non è peregrina nemmeno in sé. Intanto perché ci fa porre nuovamente degli interrogativi sulle “bandiere”: ad esempio, Flavia Marzano propone il bianco-nero del pinguino come colore, ma Tux è davvero una bandiera per tutti? Poi perché trovo quel concetto di “awareness” piuttosto importante: ricordo con chiarezza il momento in cui gli utenti Mac sono passati da derisi e isolati a interconnessi e affamati di Internet, ma ricordo con altrettanta chiarezza quello in cui sono divenuti riconoscibili per strada grazie alle cuffiette bianche. Non tutti erano utenti Mac, certo, ma la awareness evidentemente cresceva. Certo, non ci sarà un “effetto iPod” per l’Open Source, ma allora credo che questo sia proprio un buon motivo per parlarne!

    Alessandro

  4. Comment by Roberto Galoppini — 7 May 2007 @ 5:54 pm

    Hai ragione Alessandro, occorre essere cauti, occorre evitare come la peste il rischio della auto-referenzialità, ed è per questo che credo che la “campagna” dovrebbe avere un messaggio diverso da quelli soliti (vedi il dovere morale di stallmaniana memoria o il pragmatismo economicista dell’OSI). L’esempio che fai mi piace molto, ma non scordiamoci che a ricordarci quanto sia cool avere un mac la apple ha speso tempo e risorse..

  5. Comment by Antonio — 7 May 2007 @ 9:26 pm

    E’ vero, l’esempio della Apple è calzante e penso abbia molto in comune con il successo di Firefox.

    Firefox è stato il primo prodotto Open Source ad avere una particolare cura nella comunicazione del prodotto. I siti di molti progetti Open Source sono spesso poco curati e dimenticano completamente di curare la comunicazione, come se far conoscere il proprio progetto non fosse altrettanto importante quanto il buon funzionamento del software.

    Firefox, a mio avviso, per la prima volta, ha curato la comunicazione utilizzando iniziative creative e una ben determinata strategia di marketing. Anche questo è fare business, anche questo è fare software.

    Per tornare ad Apple: buon prodotto, ottima comunicazione…niente di più.

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