Lo sviluppo del kernel di Linux, una polaroid sull’universo Open Source

Il kernel di Linux, giunto il 13 luglio alla versione 2.6.26, è forse il simbolo dell’impegno della comunità Open Source nel miglioramento di prodotto. Nasce infatti nel 1991 dal lavoro di Linus Torvalds, allora ventunenne, e di una comunità di utenti che si trovava periodicamente online.
Oggi il kernel viene periodicamente migliorato, ed una nuova versione dello stesso viene rilasciata ogni due o tre mesi. Ai miglioramenti, dal 2005 ad oggi, hanno preso parte 3678 persone, provenienti da 271 aziende ed organizzazioni sparse dislocate in tutto il mondo. Questa galassia di sviluppatori che partecipano al progetto può essere presa ed elevata ad esempio di come una comunità Open Source funziona ed è composta.Contributi individuali

classifica dei contributi individuali

Sul sito sono presenti i nomi dei primi trenta sviluppatori più attivi (Linus Torvalds è ventisettesimo, Alan Cox ventiduesimo, per citare due tra i più noti). Il primo in classifica è Al Viro, con oltre 1500 contributi singoli, pari però solo all’1,9% del totale. I primi dieci sviluppatori contribuiscono solo al 14,2% delle modifiche al codice del kernel, i primi trenta al 28,4: nessuno sviluppatore riesce da solo ad essere indispensabile alla comunità, almeno per quanto riguarda la quantità di miglioramenti introdotti. Una cosa è però assodata: solo i primi dieci sviluppatori apportano più dell’un per cento dei contributi, percentuale bassa anche se non tiene conto del tipo di contributi apportati.

Contributi dalle organizzazioni

La Linux Foundation passa ad analizzare poi la provenienza dei contributi, sulla base di tre parametri:

  • la mail individuale (se è personale o aziendale)
  • eventuali segnalazioni presenti sul codice fornito
  • interviste dirette

classifica dei contributi aziendali

Dalla tabella emerge che vi sono aziende che contribuiscono in modo piuttosto significativo allo sviluppo del kernel: Red Hat (11,2%), Novell (8,9%) e IBM (8,3%) sono le prime tre aziende, superate solo dai contributori “sconosciuti” (quelli di cui non si sa la reale provenienza, se da un’azienda o se privati, il 12,9%), e dai singoli che contribuiscono al codice senza un apparente tornaconto (13,9%). I grandi del panorama mondiale ICT ci sono quasi tutti (Oracle, Google, Cisco, HP, Intel, Fujitsu…). Persino Volkswagen ha contribuito al kernel, fornendo il protocollo di rete PF_CAN. Ciò dimostra come l’universo degli sviluppatori Open Source sia, oggi come non mai, vario e complesso, sia per quanto riguarda la provenienza (settori hardware e software, ma anche industria automobilistica e di elettrodomestici, ecc.), sia per quanto riguarda l’utilizzo del software (attività gestionali, amministrative, operative, ecc.).

Una galassia fatta di persone

Le comunità partecipano attivamente al codice del kernel, e il loro contributo è ben visibile: su oltre 83.000 miglioramenti, solo una minima parte viene dallo sviluppatore che ha scritto per primo il suo codice, o dalla sua fondazione, o da un’unica azienda. Tutto il resto è opera per lo più di sviluppatori il cui nome forse non comparirà mai sui libri o sulle pagine internet che parlano di kernel, ma che hanno sicuramente contribuito più di tutti alla crescita del software libero e della sua cultura.

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